john ronald reuel tolkien
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...molto tempo
prima della stesura de "Lo Hobbit" e de "Il Signore degli Anelli", avevo
già incominciato a costruire il mondo mitologico, la Terra di Mezzo.
E questo le ha permesso di avere una sorta di schema
sul quale fosse possibile lavorare?
Un'immensa saga, sì, di cui ne fece parte lo stesso "Lo Hobbit", il quale
non era in origine totalmente parte della stessa. Presto venne comunque
integrato nel mondo che prendeva forma, si muoveva al suo interno.
Quindi i suoi personaggi e le sue storie realmente
presero...
[Tolkien accede la pipa]
...dicevo, presero una certa direzione, anche se non
intendo dire che lei fosse interamente sotto la loro magia o qualcosa del
genere...
Oh no no, no di certo. Naturalmente mi appassiona. In ogni caso, non è
un'ossessione. Si ha questa sensazione che di questi punti A, B, C e D
solo A o uno degli altri sia giusto. È comunque necessario attendere,
finché non hai idea della direzione corretta. Certo, avevo una mappa. Se
stai lavorando ad una storia tanto complicata, devi costruirti una mappa,
altrimenti non potrai mai estenderla in seguito.
[La pipa si spegne]
Ha incominciato nel '42 a scrivere "Il Signore degli Anelli"?
Oh no, incominciai prima, non appena "Lo Hobbit" fu pubblicato, negli anni
'30.
Fu terminato appena prima di essere pubblicato...
Ne ho scritto la parte finale... all'incirca nel '49. Ricordo molto bene
di alcuni momenti a Dwimmermore. Ma poi ci furono, naturalmente, tutta una
serie di revisioni. Scrissi l'intero lavoro un paio di volte ed alcuni
capitoli molte volte, su di un letto in soffitta. Non potevo di certo
permettermi un dattilografo. C'è ancora qualche errore [riaccende la
pipa], ma questo mi diverte. Ritengo di essere in una posizione in cui non
m'importa ciò che la gente ora pensi di me - c'erano alcuni spaventosi
errori di grammatica, che fatti da un professore di lingua e letteratura
inglese sono piuttosto imbarazzanti.
Non ne sapevo nulla...
Ce n'era uno, dove ho usato "bestrode" come participio passato di "bestride"
[ride]...
Si sente in colpa come filologo, come professore di
lingua inglese per ciò che concerne la fonte reale del linguaggio? Lei ha
dedicato gran parte della sua vita alla propria immaginazione?
No. Sono certo che la conformità linguistica sia molto buona. C'è dentro
un mucchio di erudizione linguistica. Non mi sento assolutamente in colpa
per "Il Signore degli Anelli".
Ha una particolare passione per quelle comode,
semplici cose della vita, che la Contea incarna: la casa e la pipa ed il
fuoco ed il letto - le virtù della casa?
Lei non l'ha?
Lei ce l'ha, Professor Tolkien?
Certo! Sì.
Ha una particolare passione per gli Hobbit?
Mi sento a casa... La Contea è molto bella, il tipo di mondo in cui io per
primo divenni consapevole delle cose, che furono probabilmente più
profonde per me, non essendo nato qui, bensì a Bloomsdale nel Sud Africa.
Ero molto piccolo quando venni in Inghilterra, tuttavia il ricordo restò
imbrigliato nella mia memoria e nella mia immaginazione, anche non
rendendomene conto, se il tuo primo albero di Natale è un debole eucalipto
e se sei normalmente infastidito dalla calura e dalla sabbia. Inoltre,
quando hai proprio l'età in cui l'immaginazione è spalancata,
inaspettatamente ti ritrovi in un quieto villaggio dello Warwickshire.
Credo che questo generi, ed abbia per me generato, un amore particolare
per quello che voi potreste chiamare il cuore della campagna nelle
Midlands inglesi. Acqua buona, pietre ed olmi, oltre ad un ruscello
tranquillo e così via, e naturalmente gente rustica.
A che età venne in Inghilterra?
Penso avessi tre anni e mezzo. Fu molto toccante, purché uno dei motivi
per cui la gente dice di non ricordare è - il piacere di fotografare
costantemente la stessa cosa nello stesso posto. Piccoli cambiamenti fanno
semplicemente una macchia. Ma se un bambino ha avuto un improvviso
cambiamento, ne è conscio. Quello che tenta di fare è adattare i nuovi
ricordi ai vecchi. Ho un'immagine perfettamente chiara di una certa casa,
oltre ad un eccellente pasticcio tra casa mia a Bloomfontein e la casa di
mia nonna a Birmingham. Peraltro posso persino ricordare la discesa di
Birmingham e incredibilmente quello che accadde alla grande galleria, ciò
che accadde alla balconata. Ricordo quindi le cose estremamente bene,
ricordo i bagni nell'oceano quando non avevo nemmeno due anni e lo ricordo
molto chiaramente.
Frodo accetta il fardello dell'Anello ed il suo
personaggio incarna le virtù della lunga sofferenza e della perseveranza,
e dalle sue azioni si può quasi dire, in senso buddista, che 'acquista
merito'. Diventa quasi la figura di un Cristo. Perché hai scelto un
Mezzuomo, un Hobbit per questo ruolo?
Non feci molte scelte. Scrissi "Lo Hobbit", lo sa... ciò che tentai di
fare fu riprendere la storia nel punto in cui "Lo Hobbit" terminava. Mi
sarei ritrovato degli Hobbit in mano anche se non lo avessi voluto.
Certamente, ma non c'era nessuna particolare
somiglianza tra Cristo e Bilbo?
No...
Ma davanti a tanti pericoli terrificanti, egli
lotta, va avanti e li supera.
Sembra, a mio avviso, più una metafora della condizione umana. Sono sempre
stato colpito dal fatto che siamo qui a sopravvivere grazie all'indomito
coraggio di tutti quei piccoli popoli di fronte ad impossibili avversità:
giungle, vulcani, bestie feroci... essi lottano, quasi sconsideratamente
in un certo senso.
Credo che plausibilmente, Midgard possa essere la
Terra di Mezzo, o c'è solo qualche connessione?
Oh certo, sono lo stesso termine. Molta gente ha commesso un errore nel
credere che la Terra di Mezzo fosse una specie di pianeta terra, o una
sorta d'altro pianeta fantascientifico. Non è che solamente un vecchio
affascinante termine usato per indicare il pianeta in cui viviamo,
immaginato circondato dall'oceano.
Mi è parso che la Terra di Mezzo, nel senso da lei
espresso, fosse il mondo in cui viviamo, ma in un'epoca differente.
No... ad un differente stadio dell'immaginazione, questo sì.
Nel Signore degli Anelli, alcune razze
incarnerebbero certi principi: i saggi Elfi, i Nani artigiani, l'Uomo
agricoltore e guerriero e via di seguito...
Non volevo intendere questo, ma quando si ha a che fare con diversi
popoli, devi farli differenti. Bene, come certamente tutti sanno, abbiamo
solo l'umanità con la quale lavorare, è solamente argilla quella che
abbiamo. Dovremmo tutti - o quantomeno una gran parte della razza umana -
desiderare maggiori capacità intellettive, maggiori capacità artistiche
con le quali, credo, la differenza tra l'idea e la capacità di esecuzione
sarebbe ridotta, e vorremmo più tempo, se non tempo indefinito, in cui
sviluppare la conoscenza e fare di più. Ne consegue che gli Elfi sono
immortali in un senso. Io usai immortali, non per dire che essi sono
eterni immortali, ma soltanto che essi sono molto longevi, e la loro
longevità durerà finche la Terra sarà abitabile. I Nani, chiaramente, sono
del tutto ovvi - non direste che in molte occasioni essi ricordano gli
ebrei? I loro termini sono, chiaramente, semitici, costruiti per essere
semitici. Gli Hobbit sono proprio la gente delle campagne inglesi, di
piccola statura perché riflettono (in genere) la piccola portata della
loro immaginazione - non la piccola portata del loro coraggio o potere
nascosto.
Questo sembra essere uno dei grandi punti di forza
del libro, questo enorme conglomerato di nomi - non ci si perde, almeno
dopo la seconda lettura.
Sono molto contento che lei dica questo, perché ho avuto una gran quantità
di problemi. Inoltre un buon nome mi offre un grande piacere. Mi dia un
nome e ne avrà una storia, l'inverso non vale.
Delle lingue che conosce, quale le ha fornito il più
grande aiuto nello scrivere "Il Signore degli Anelli"?
Oh dunque... dei linguaggi moderni direi che il gallese mi ha sempre
attratto per lo stile e la musicalità, molto più di ogni altra lingua.
Tuttavia ho sempre voluto saperne qualcosa in più.
Mi pare che la musicalità del gallese traspaia dai
nomi che ha scelto per le montagne e per i luoghi in generale.
Tanto. Ma un'influenza ancora più potente l'ha probabilmebte esercitata su
di me il finlandese.
Possiamo considerare il libro come un'allegoria?
No. Detesto l'allegoria ogni volta che ne sento l'odore.
Considera il declino del mondo come il declino della
Terza Era nel suo libro e vede una Quarta Era in questo momento per il
mondo, il nostro mondo?
Alla mia età sono proprio il tipo di persona che ha vissuto uno dei più
rapidi momenti di cambiamento conosciuti dalla storia, sicuramente non ci
potranno mai più essere tanti cambiamenti in sessant'anni.
C'è una qualità autunnale in ogni parte de "Il
Signore degli Anelli", in un caso un personaggio dice che la storia
continua ma sembra di averci rinunciato... comunque ogni cosa declina,
appassisce, ed infine porta alla conclusione della Terza Era, ogni cosa
tende al capovolgimento di qualche tradizione. Questo mi ricorda qualcosa
di Tennyson "il vecchio ordine cambia, lasciando posto al nuovo, e Dio si
manifesta in molti modi". Dov'è Dio ne "Il Signore degli Anelli"?
È menzionato una o due volte.
E' l'Unico?
Sì, l'Unico.
È teista?
Sono un cattolico romano. Un devoto cattolico romano.
Vorresti essere ricordato per le tue opere di
filologia e di altre materie, oppure per "Il Signore degli Anelli" e per
"Lo Hobbit"?
Non credo ci siano molte alternative al riguardo - se sarò noto a tutti
sarà per "Il Signore degli Anelli" senza dubbio. Succederà come nel caso
di Longfellow, che la gente ricorda per aver scritto Hiawatha,
dimenticando completamente che fu un eccellente professore di Lingue
Moderne! |