Kings
of Crew 2009
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Ascolta
l'audio originale dell'intro.
Voce narrante Tiziano "Tix the Voice" Cervati. |
“E le sue vele
furono viste provenire dall’Occaso, e sembravano tinte di porpora,
scintillanti di rosso e oro; gli abitanti della costa furono colti da
paura e fuggirono. La flotta finalmente giunse a quel luogo che era
detto Umbar, dove sorgeva il grande approdo dei Nùmenoreani, che non
abbisognava di opere artificiali. Vuote e silenziose apparvero le
contrade circostanti, quando il Re del Mare marciò sulla Terra di Mezzo.
Per sette giorni proseguì con
stendardi e trombe; giunse
a un colle, vi salì in cima e vi eresse padiglione e trono; e si pose a
sedere nel bel mezzo del paese, e le tende del suo esercito erano
disposte tutt’intorno a lui, azzurre, oro e bianco, simili ad una
distesa di grandi fiori. Poi il Re del Mare spiccò araldi, comandando a
Sauron di venire al suo cospetto e di giurargli fedeltà.
E Sauron venne.
Giunse dalla sua
possente torre di Barad-dûr, né lanciò sfide di guerra, essendosi
avveduto che il potere e la maestà del Re del Mare superavano la fama
che ne correva, sì che egli non poteva contare neppure sui più validi
dei suoi servi per opporsi loro.
E si umiliò di
fronte ad Ar-Pharazôn”
(Akallabêth)
“Sul
promontorio al disopra della baia di Umbar i Numenoreani edificarono un
alto pilastro bianco, memoriale della grande vittoria del Re del Mare
sull’Oscuro Signore della terra di Mordor. Sulla sua cima era un globo
di cristallo che catturava i raggi del Sole e della Luna e brillava come
una stella luminosa che poteva essere vista anche sulle coste di Gondor
o per molte leghe lungo il Grande Mare Occidentale”.
Umbar... Fato.
Questo il significato
della parola Umbar nella lingua elfica.
Gli Uomini dell’Ovest
scelsero proprio questa vasta baia, riparata dall’ira del Grande Mare,
per fondarvi la loro principale colonia nella Terra di Mezzo, sfruttando
l’imponente roccia che si ergeva per fondarvi una poderosa fortezza,
sorvegliata dai Illuin ed Ormal, le due torri che ne sorvegliavano
incessantemente l’ingresso.
Fondata nel 2280 della
Seconda Era del Sole, divenne una base da cui i Nùmenoreani
controllavano tutta la vasta regione dell’Harad e dopo lo sbarco del
Grande Re Ar-Pharazôn il Dorato, che osò sfidare e sottomettere il
Signore Oscuro, trascinandolo in catene nella sua capitale, divenne un
grande e fiorente porto, dal quale transitavano merci provenienti da
tutta la Terra di Mezzo. Ma proprio quando sembrava che la gloria di
Nùmenor non avrebbe conosciuto sconfitta, un terribile cataclisma la
colpì, sottraendola per sempre dalle sfere del Mondo, ed inghiottendola
tra le onde del Grande Mare.Tutta la potenza, la sapienza e la bellezza
di Anadûnê dei Re era perduta: i suoi palazzi, le sue fontane, i suoi
cortili giacevano per sempre sul fondo dell’Oceano. Un grande dolore
colse gli esuli che avevano trovato rifugio sulle coste della Terra di
Mezzo, ma ancora una volta essi non si lasciarono scoraggiare:
ingrandirono ed abbellirono le loro città, ed Umbar divenne di nuovo
imponente e fiera, estendendo la sua influenza a tutta la regione dell’Harad.
Non era però una guida illuminata quella dei discendenti degli Uomini
dell’Ovest: era piuttosto un dominio assoluto che, sfruttando abilmente
le divisioni fra le numerose tribù haradrim, li schiacciava sotto il
tallone dell’oppressione.
Quando nel 1810 della
Terza Era del Sole, dopo una guerra che durava ormai da decenni, Gondor
riconquistò Umbar, riportandola sotto la corona del Re, ereditò una
situazione cristallizzata ed il Governatore nominato dal sovrano non
ebbe il coraggio e la forza di cambiarla. Egli si limitò ad assimilare
di nuovo la classe dirigente e la burocrazia create dai Signori della
città e non riuscendo a rinunciare agli introiti dei pesanti tributi
imposti al popolo del deserto, si limitò a sfruttare e fomentare ancora
una volta le divisioni tra le tribù.
Nel 1846, dopo 36
lunghi anni, il governatore è ormai un uomo logoro e sfiduciato: era
convinto di aver conquistato un importante trampolino di lancio per la
sua carriera, ma si è ritrovato confinato ai margini del potere, senza
alcuna possibilità di mettersi di nuovo in luce agli occhi del suo
Signore. Il suo malcontento e la sua amarezza sono cresciuti nel corso
del tempo, alimentati dall’età e da una rara malattia della pelle che lo
ha sfigurato e che gli ha impedito di sposarsi e creare una sua
discendenza.
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Il quarto torneo nazionale di GiRSA, Kings of Crew 2009, è stato un vero e proprio Evento.
La
prima edizione, svoltasi nel 2006, sembra ormai un lontanissimo ricordo
… eppure tutto iniziò da li. Tanta strada è stata fatta da quel giorno,
sono molte le cose cambiate e forse, passatemi l’azzardo, migliorate.
Impegnato,
insieme al mio Socio Angel (aka Valandur), nella realizzazione e
nella scrittura dell’avventura (che i partecipanti avrebbero poi dovuto
giocare) e nell’organizzazione del Torneo vero e proprio (promozione,
iscrizioni, registrazioni, composizione delle squadre, reclutamento dei
Master, ecc…) mi chiedevo, non senza un pizzico di preoccupazione, se
fossimo arrivati ad eguagliare il grande successo ottenuto lo scorso
anno (2008). Ritenevo difficile, infatti, riuscire di nuovo a
coinvolgere quell’enorme quantità di persone e i miei timori iniziavano
a trovare conferma dalle defezioni che giorno dopo giorno arrivavano
implacabili a complicare i piani di noi organizzatori. L’unica “arma” a
nostra disposizione era quella di non scoraggiarsi e di continuare con
i preparativi, con la speranza che alla fine, in un modo o nell’altro,
saremmo riusciti a cavarcela. Gli ultimi due/tre giorni sono stati
“estenuanti”: oltre ogni aspettativa, abbiamo registrato un numero di
iscritti decisamente superiore a quello dell’anno precedente ma
sfortunatamente avevamo a disposizione solo “pochi” (se sette sono
pochi) partecipanti a cui affidare il ruolo (e compito) di Master.
Purtroppo, cosa mai accaduta nelle quattro precedenti edizioni, sono
stato costretto a rifiutare alcune iscrizioni giunte all’ultima ora per
via del fatto che non avevamo più neanche un Master da reclutare ed
inoltre il numero di componenti per ogni squadra era già arrivato al
limite massimo. Nelle quarantotto ore precedenti il Torneo, io e il
Socio Gianfranco (aka il Monfa) abbiamo fatto “le ore piccole”, in
collegamento telefonico e tramite internet, per riuscire a sbrogliare
la situazione e fare in modo che tutto fosse pronto per il momento
stabilito.
Il lato positivo della situazione era che eravamo
riusciti a superare il numero di partecipanti dell’anno precedente: un
vero e proprio successo! Sette squadre composte da sei giocatori e un
master per un totale di 49 partecipanti (senza contare quelli che siamo
stati costretti ad escludere, nostro malgrado): vi assicuro che per un
torneo di GiRSA è un numero davvero alto.
Riuscire a
riportarvi le emozioni vissute in quei giorni è cosa assai difficile.
Certe esperienze vanno vissute per esser comprese. E’ stato un
divertimento continuo, senza interruzioni, eppur diverso nelle sue
forme e nelle modalità. Si va dal piacere di rincontrare amici di
vecchia data, con i quali hai condiviso momenti (“vecchi” ormai di sei
o sette anni) che sono entrati nella storia del GiRSA crew (e mi
riferisco ai Soci Abruzzesi, Marc e Napo), alla soddisfazione di
accogliere 50 partecipanti giunti da tutta Italia solo per giocare e
divertirsi. Superfluo sottolineare il clima che ha contraddistinto le
nostre cene, caratterizzate da continue battute, citazioni di aneddoti
divertenti, partite a Risiko e, ovviamente, ricche mangiate e
(soprattutto) bevute! Quando il “GiRSA crew” si riunisce, il tempo e lo
spazio assumono un significato relativo: persone che non si incontrano
da oltre un anno che si comportano come se non si vedessero che da
pochi giorni, con una confidenza tipica degli amici di vecchia data.
Chi dall’Abruzzo, chi da Brescia, da Verona, da Bergamo, da Roma, da
Milano … tutti a Soncino (CR) per riunirsi alla Tana del Drago Fumante
e dar vita all’ennesima edizione del Kings of Crew.
I
preparativi si sono protratti fino a pochi minuti dall’inizio del
Torneo, con aggiustamenti e ritocchi, modifiche e aggiunte dell’ultimo
momento.
Alla fine tutto è stato pronto e, ultimo ad entrare
in sala, finalmente ho avuto la possibilità di sedermi al tavolo con i
miei giocatori, pronto a raccontar loro una storia fantastica da vivere
come protagonisti con i loro personaggi; in quel momento mi sono
rilassato, ho emesso un profondo sospiro di soddisfazione, ho svestito
i panni di organizzatore e mi sono calato nel ruolo di Master … il
Torneo era iniziato! Abbiamo trascorso diverse ore nella Terra di
Mezzo, viaggiando tra Umbar e l’Harad, tra orgogliose tribù del deserto
ed antichissimi civiltà scomparse, vivendo un’avventura ricca di
sentimenti, emozioni e colpi di scena. Il tempo ha improvvisamente
accelerato, come sempre accade quando ci si diverte, e senza
accorgersene siamo giunti al momento di dover nostro malgrado smettere
di giocare. La riunione dei master (a cui va il mio personalissimo e
sincero ringraziamento: Gianfranco, Mirko, Angel, Francesco, Alex,
Angelo) è stata come sempre lunga e impegnativa. Ognuno di noi ha
esposto agli altri le proprie impressioni, riassumendo il comportamento
dei propri giocatori ed attribuendo valutazioni ad ognuno di essi sulla
base di criteri di varia natura (interpretazione, condotta,
partecipazione, recitazione, ecc…). Alla fine l’ha spuntata la squadra
composta da Sara (Elyanna), Micaela (Tyrande), Davide (Baron), Marco,
Maurizio e il mitico Maso! Il premio come miglior giocatore, invece, se
lo è aggiudicato l’inimitabile Napo (all’anagrafe Fabio) … andatevi a
vedere le foto in cui il suddetto individuo, come ringraziamento per il
premio ricevuto, si è esibito in una straordinaria Haka (la danza
Maori).
La cena che ha seguito l’evento è stata un vero e
proprio spasso: una serie di risate a non finire. Il momento dei saluti
è sempre il più difficile, nessuno vorrebbe separarsi, ma tutti sanno
che ciò che rende unici, storici e memorabili questo genere di incontri
è proprio il fatto che si verificano una volta l’anno e la loro
originalità fa in modo che siano sempre attesi con grandissimo
entusiasmo e vissuti con spensierato divertimento. Organizzarli con
maggior frequenza significherebbe svalutarli e far perder loro quel
gusto unico che li rende desiderabili per un intero anno.
Ringrazio
il Socio Monfa che ha organizzato con me questo evento, tutti i
partecipanti che hanno reso possibile lo svolgersi del Torneo, tutti i
ragazzi che hanno accettato di vestire i panni di Master e i ragazzi
della Tana del Drago Fumante.
Un pensiero alle persone la
cui iscrizione non ho potuto accettare perché giunta all’ultimo istante
quando ormai i gruppi, i master e le squadre erano già composte e non
c’era più neanche un posto libero (ne, soprattutto, un nuovo Master da
“assoldare” in modo da poter formare una nuova squadra): mi spiace
tantissimo, ragazzi, per la prossima edizione cercate di registrarvi
con qualche giorno di anticipo ed io farò di tutto per trovare un
numero maggiore di Master.
Un saluto anche al Socio
Ashtarazor (aka Samuele): sono certo che se tu fossi venuto ti saresti
divertito tantissimo! Avresti dovuto vedere Manuel (aka Ossian) quanto
se l’è spassata … o almeno mi sembrava fosse lui.
Alessio aka Geko
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foto-gallery 2009

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La Profezia. Ha inizio l'avventura dove i giocatori saranno
protagonisti assoluti di un'antica profezia che solleverà un popolo
intero contro l'oppressione degli uomini dell'Ovesturia.
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I background dei personaggi. Sei protagonisti fra cui scegliere quello che più si adatta al
vostro personale punto di vista.
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Le schede di gioco dei personaggi, complete
di inventario e delle liste d'incantesimi.
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La mappa delle regione e del tempio, dov'è
ambientata l'avventura.
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La scheda di valutazione, completa di
commenti, usata dai master per decretare la squadra campione.
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