Kings of Crew
IL TORNEO NAZIONALE DI GIRSA

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“Il mare pareva calmo e tranquillo, ma lui ben sapeva che non era così."

 

 

I commenti:

 

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 Ashtarazor

Bellissima occasione d'incontro, divertimento e... promettente scambio d'idee..

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 Valandur

Peccato che Ossian non sia potuto venire, secondo me si sarebbe divertito...

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 Ossian  

In questo momento sto letteralmente fumando d'invidia... Destino bastardo porco, come diceva Ravanelli!

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 Elyanna

Ci siamo veramente divertiti e solo chi è stato presente ed ha partecipato all'evento può capire!!!!

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 Monfa

Acc... Fino a due giorni prima del torneo avevamo quasi quaranta partecipanti! Un'epidemia più o meno giustificata ha drasticamente ridotto i ranghi...

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 Locandina  

Clicca qui per vedere la locandina del torneo 2007.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Kings of Crew 2007

 

L’aria fresca gli sferzava il viso ed il vento gli scompigliava i capelli. I rauchi versi dei gabbiani che volavano alti nel cielo, la chiglia della grande nave che solcava sicura le acque cristalline della baia nel rosso tramonto in una primavera che ormai volgeva all’estate... quel profumo di mare, lo inebriava, quasi lo stordiva... gli riempiva le narici, la bocca, come se potesse assaporarne il salmastro sapore... i polmoni lo respiravano avidi. Quelle sensazioni per Elior erano la cosa più appagante che potesse mai provare. Ritto sulla prua della grande nave che faceva ritorno a Linhir, carica di splendide mercanzie del sud: tappeti, arazzi, spezie, vasellame, bronzi, gabbie con meravigliosi e variopinti uccelli dal canto melodioso...
No, non avrebbe mai cambiato quella vita per nessuna cosa al mondo. I suoi genitori si erano arrabbiati quando Elior aveva espresso il desiderio di imbarcarsi e viaggiare per nave. Dissero che era troppo giovane, che avrebbe dovuto seguire le orme di suo padre, diventare un ciabattino. Più sicuro e meno pericoloso, certo, ma per Elior privo di stimoli e d’emozioni.
Come sempre quando si avvicinavano alle coste, il ragazzo era sulla prua della nave, e là scrutava la sottile linea dell’orizzonte, quasi ad indovinare i nomi delle città e dei porti. All’improvviso, l’attenzione di Elior venne richiamata dalle convulse grida dei gabbiani spaventati da qualche cosa. Quasi terrorizzati, gli uccelli cominciarono a volare in modo bizzarro e frenetico... Poi lo strillo di un marinaio e l’accorrere di altri uomini ai parapetti della nave. Spaventato ma incuriosito, Elior seguì gli sguardi dei marinai, e vide. Vide una strana bianca spuma circondare la chiglia dell’imbarcazione, l’acqua ribolliva e gorgogliava sommessamente. La nave cominciò a rallentare, nonostante le vele fossero gonfie di vento. Una strana paura cominciò a farsi strada nell’animo degli uomini, dal loro cuore sino al loro volti, contorti dall’ansia e dal timore. Con un sinistro rumore di assi di legno tese allo spasmo, la nave cominciò ad inclinarsi da un lato. I marinai iniziarono ad urlare ed a correre in ogni direzione.
“Per le sacre conchiglie di Ulmo! – urlò Elior, mentre faticava a mantenere l’equilibrio per evitare di finire in mare – Che il dio dei mari ci protegga! Ma che cosa sta succedendo?”
Rossi bagliori lampeggiarono fra la bianca schiuma ribollente... poi la prua della nave iniziò ad inclinarsi inesorabilmente in avanti, sempre più giù verso le acque gorgoglianti. Elior urlò terrorizzato, si aggrappò alla murata e gridò ancora più forte.
La grande barca venne squassata dalla prua alla poppa. Marinai caddero in mare e la spuma li avvolse sommergendoli. Come ghermita da una misteriosa forza, la nave cominciò ad inabissarsi. La prua iniziò lentamente a sprofondare fra l’innaturale spuma ribollente. Il possente timone era invece ormai completamente fuori dalle acque.
Elior era intrappolato sulla prua, a pochi metri dalla spuma. In preda dal panico non poteva lasciare la presa, altrimenti sarebbe scivolato in mare.
L’albero di trinchetto si spezzò e precipitò in acqua.
Ormai la schiuma lambiva i piedi nudi del ragazzo che urlava selvaggiamente. Talmente era terrorizzato che le lacrime che versava gli si seccavano sulle guance senza nemmeno raggiungere il mento. Ora li vedeva anche lui, i misteriosi riflessi e bagliori vermigli nel ribollire delle acque.
“No! No! Dei del cielo... salvatemi! Non voglio morire! Aiuto...!”
Ormai l’acqua gli era giunta al petto ed in lui, la certezza della prossima fine, gli lacerava l’animo e la mente. Improvvisamente si sentì afferrare le gambe da una morse poderosa... violenti strattoni... Maligne mani lo stavano ghermendo. 
Quando venne sommerso dalle acque, e la grande nave continuava ad affondare, Elior vide un terribile mostro che stava afferrando e lo trascinava negli abissi. Una spettrale carcassa di un uomo, la carne bianca e flaccida, lacerata e dilaniata dalla voracità dei pesci e granchi. Orrende orbite vuote lo fissavano con malignità. Sul fondale la sagoma di una misteriosa nave, le cui vele erano agitate dalle correnti marine. Un funereo comandante avvolto da un sudario nero sul ponte brandiva un teschio in cui era incastonato uno sfavillante rubino rosso.
Con un ultimo barlume di pensiero rivolto alla madre che lo attendeva a Lhinir, Elior sentì l’acqua salata scoppiargli in gola ed invadergli i polmoni. Un doloroso bruciore al petto. Mille aghi gli trapassarono il ventre, il cuore i polmoni...
Poi solo acqua e buio...
Buio ed acqua... fredda... salata...
Un bagliore rosso nel buio...
   

 

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Questa piccola introduzione racconta ciò che avrebbe provato un marinaio se fosse caduto vittima del fantasma di Rastaban, il pirata maledetto da uno scellerato sacerdote che fu prima tradito e poi assassinato dal corsaro di Umbar.

L’avventura che ho preparato per il torneo di GiRSA Kings of Crew 2007, e che mi ha impegnato per diversi mesi, è un piccolo tributo a tutte quelle leggende marinare che hanno terrorizzato i ragazzi di tutte le epoche. Pirati, navi fantasma, terribili maledizioni, tesori sommersi... Chi non ne è mai stato affascinato, chi non ha mai letto un libro d’avventura che non ne parli... Personalmente ho sognato sin da piccolo di vivere un’avventura su di una nave pirata, alla ricerca dell’Isola del Tesoro o accompagnando il Corsaro Nero nelle sue vendette, oppure inseguendo The Flying Dutchman.

Sono debitore a svariate leggende marinaresche per la stesura dell’avventura, ma anche alla trilogia dei Pirati dei Caraibi, ad un’avventura di D&D dei fratelli Casolino ed ad una puntata del manga Lupin III (La colubrina d’oro). Non è stato per nulla facile assemblare idee e spunti e scrivere un’avventura che potesse essere giocata nello spazio ristretto di un torneo one-day come il KoC.

Non svelerò nulla dell’avventura, perché magari qualche amico che non era presente vorrà giocarla con il suo gruppo. Dirò soltanto che tutti i gruppi si sono comportati egregiamente, interpretando al meglio i personaggi scelti fra quelli proposti. Le squadre si sono cimentate investigando sui misteriosi naufragi che stavano mettendo in ginocchio la ricca regione del Belfalas orientale. Ogni ipotesi è stata vagliata, ogni pista battuta, sino a trovare il bandolo della matassa. I muscoli e le lame, una volta tanto, sono state lasciate da parte, per giocare d’astuzia, privilegiando l’intelligenza, la sagacia e l’intuizione.

Il lavoro dei master è stato facilitato dalla bravura dei partecipanti, e dalle loro interpretazioni, che in alcuni casi erano quasi teatrali. Un plauso a Francesco aka Motu del gruppo di Chieti (http://vizioludika.forumfree.net/) che si è aggiudicato in titolo di miglior giocatore assoluto, venendo premiato con una riproduzione dell’Unico Anello. La squadra che invece si è dimostrata la migliore, vincendo il torneo, è stata quella composta da Marc aka Mumak e Fabio aka Napo dalla Marsica e Samuele aka Ashtarazor da Milano. La decisione di premiarli è stata assai sofferta, vista la bravura di tutte le squadre, tutte meritevoli. La differenza che ha fatto pendere la bilancia in loro favore è stata la loro capacità di adattarsi alle situazioni e di riuscire a risolverle anche senza l’aiuto ed i suggerimenti del PNG Mithrandir, che aveva originariamente il compito di indirizzarli nella giusta direzione e dar loro una mano nel momento del bisogno. Bravissimi ai tre campioni! Bravissimi a tutti i partecipanti. Bravissimi ai master ed al supervisore Geko.

Spero che l’avventura sia piaciuta a tutti e che possa essere giocata anche da altri nostri amici “girsiani”.

Vi aspetto tutti l’anno prossimo al Kings of Crew 2008!

 

Monfa

 

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Le foto dell'evento

 

 

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Download

 

Il sangue di Ulmo.
Un'avventura ambientata nei mari del sud, fra pirati e vascelli fantasma.

I background dei personaggi.
I sei personaggi che affronteranno una misteriosa maledizione.

Le schede di gioco dei personaggi.

Le mappe della Baia di Linhir, il dominio marittimo dei signori di Gondor.

La scheda di valutazione, completa di commenti, usata dai master per decretare la squadra campione.

 

 

 

La manifestazione viene organizzata senza scopo di lucro, ma solo per puro spirito ludico.