Peccato che
Ossian non sia potuto venire, secondo me si sarebbe divertito...
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Ossian
In questo
momento sto letteralmente fumando d'invidia... Destino bastardo porco,
come diceva Ravanelli!
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Elyanna
Ci siamo
veramente divertiti e solo chi è stato presente ed ha partecipato
all'evento può capire!!!!
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Monfa
Acc... Fino a
due giorni prima del torneo avevamo quasi quaranta partecipanti!
Un'epidemia più o meno giustificata ha drasticamente ridotto i ranghi...
L’aria fresca gli
sferzava il viso ed il vento gli scompigliava i capelli. I rauchi versi
dei gabbiani che volavano alti nel cielo, la chiglia della grande nave
che solcava sicura le acque cristalline della baia nel rosso tramonto in
una primavera che ormai volgeva all’estate... quel profumo di mare, lo
inebriava, quasi lo stordiva... gli riempiva le narici, la bocca, come
se potesse assaporarne il salmastro sapore... i polmoni lo respiravano
avidi. Quelle sensazioni per Elior erano la cosa più appagante che
potesse mai provare. Ritto sulla prua della grande nave che faceva
ritorno a Linhir, carica di splendide mercanzie del sud: tappeti,
arazzi, spezie, vasellame, bronzi, gabbie con meravigliosi e variopinti
uccelli dal canto melodioso... No, non avrebbe mai cambiato quella vita per nessuna cosa al mondo. I
suoi genitori si erano arrabbiati quando Elior aveva espresso il
desiderio di imbarcarsi e viaggiare per nave. Dissero che era troppo
giovane, che avrebbe dovuto seguire le orme di suo padre, diventare un
ciabattino. Più sicuro e meno pericoloso, certo, ma per Elior privo di
stimoli e d’emozioni. Come sempre quando si avvicinavano alle coste, il ragazzo era sulla prua
della nave, e là scrutava la sottile linea dell’orizzonte, quasi ad
indovinare i nomi delle città e dei porti. All’improvviso, l’attenzione
di Elior venne richiamata dalle convulse grida dei gabbiani spaventati
da qualche cosa. Quasi terrorizzati, gli uccelli cominciarono a volare
in modo bizzarro e frenetico... Poi lo strillo di un marinaio e
l’accorrere di altri uomini ai parapetti della nave. Spaventato ma
incuriosito, Elior seguì gli sguardi dei marinai, e vide. Vide una
strana bianca spuma circondare la chiglia dell’imbarcazione, l’acqua
ribolliva e gorgogliava sommessamente. La nave cominciò a rallentare,
nonostante le vele fossero gonfie di vento. Una strana paura cominciò a
farsi strada nell’animo degli uomini, dal loro cuore sino al loro volti,
contorti dall’ansia e dal timore. Con un sinistro rumore di assi di
legno tese allo spasmo, la nave cominciò ad inclinarsi da un lato. I
marinai iniziarono ad urlare ed a correre in ogni direzione. “Per le sacre conchiglie di Ulmo! – urlò Elior, mentre faticava a
mantenere l’equilibrio per evitare di finire in mare – Che il dio dei
mari ci protegga! Ma che cosa sta succedendo?” Rossi bagliori lampeggiarono fra la bianca schiuma ribollente... poi la
prua della nave iniziò ad inclinarsi inesorabilmente in avanti, sempre
più giù verso le acque gorgoglianti. Elior urlò terrorizzato, si
aggrappò alla murata e gridò ancora più forte. La grande barca venne squassata dalla prua alla poppa. Marinai caddero
in mare e la spuma li avvolse sommergendoli. Come ghermita da una
misteriosa forza, la nave cominciò ad inabissarsi. La prua iniziò
lentamente a sprofondare fra l’innaturale spuma ribollente. Il possente
timone era invece ormai completamente fuori dalle acque. Elior era intrappolato sulla prua, a pochi metri dalla spuma. In preda
dal panico non poteva lasciare la presa, altrimenti sarebbe scivolato in
mare. L’albero di trinchetto si spezzò e precipitò in acqua. Ormai la schiuma lambiva i piedi nudi del ragazzo che urlava
selvaggiamente. Talmente era terrorizzato che le lacrime che versava gli
si seccavano sulle guance senza nemmeno raggiungere il mento. Ora li
vedeva anche lui, i misteriosi riflessi e bagliori vermigli nel
ribollire delle acque. “No! No! Dei del cielo... salvatemi! Non voglio morire! Aiuto...!” Ormai l’acqua gli era giunta al petto ed in lui, la certezza della
prossima fine, gli lacerava l’animo e la mente. Improvvisamente si sentì
afferrare le gambe da una morse poderosa... violenti strattoni...
Maligne mani lo stavano ghermendo. Quando venne sommerso dalle acque, e la grande nave continuava ad
affondare, Elior vide un terribile mostro che stava afferrando e lo
trascinava negli abissi. Una spettrale carcassa di un uomo, la carne
bianca e flaccida, lacerata e dilaniata dalla voracità dei pesci e
granchi. Orrende orbite vuote lo fissavano con malignità. Sul fondale la
sagoma di una misteriosa nave, le cui vele erano agitate dalle correnti
marine. Un funereo comandante avvolto da un sudario nero sul ponte
brandiva un teschio in cui era incastonato uno sfavillante rubino rosso. Con un ultimo barlume di pensiero rivolto alla madre che lo attendeva a
Lhinir, Elior sentì l’acqua salata scoppiargli in gola ed invadergli i
polmoni. Un doloroso bruciore al petto. Mille aghi gli trapassarono il
ventre, il cuore i polmoni... Poi solo acqua e buio... Buio ed acqua... fredda... salata...
Un bagliore rosso nel buio...
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Questa piccola
introduzione racconta ciò che avrebbe provato un marinaio se fosse
caduto vittima del fantasma di Rastaban, il pirata maledetto da uno
scellerato sacerdote che fu prima tradito e poi assassinato dal corsaro
di Umbar.
L’avventura che ho
preparato per il torneo di GiRSA Kings of Crew 2007, e che mi ha
impegnato per diversi mesi, è un piccolo tributo a tutte quelle leggende
marinare che hanno terrorizzato i ragazzi di tutte le epoche. Pirati,
navi fantasma, terribili maledizioni, tesori sommersi... Chi non ne è
mai stato affascinato, chi non ha mai letto un libro d’avventura che non
ne parli... Personalmente ho sognato sin da piccolo di vivere
un’avventura su di una nave pirata, alla ricerca dell’Isola del Tesoro o
accompagnando il Corsaro Nero nelle sue vendette, oppure inseguendo The
Flying Dutchman.
Sono debitore a svariate
leggende marinaresche per la stesura dell’avventura, ma anche alla
trilogia dei Pirati dei Caraibi, ad un’avventura di D&D dei fratelli
Casolino ed ad una puntata del manga Lupin III (La colubrina d’oro).
Non è stato per nulla facile assemblare idee e spunti e scrivere
un’avventura che potesse essere giocata nello spazio ristretto di un
torneo one-day come il KoC.
Non svelerò nulla
dell’avventura, perché magari qualche amico che non era presente vorrà
giocarla con il suo gruppo. Dirò soltanto che tutti i gruppi si sono
comportati egregiamente, interpretando al meglio i personaggi scelti fra
quelli proposti. Le squadre si sono cimentate investigando sui
misteriosi naufragi che stavano mettendo in ginocchio la ricca regione
del Belfalas orientale. Ogni ipotesi è stata vagliata, ogni pista
battuta, sino a trovare il bandolo della matassa. I muscoli e le lame,
una volta tanto, sono state lasciate da parte, per giocare d’astuzia,
privilegiando l’intelligenza, la sagacia e l’intuizione.
Il lavoro dei master è
stato facilitato dalla bravura dei partecipanti, e dalle loro
interpretazioni, che in alcuni casi erano quasi teatrali. Un plauso a
Francesco aka Motu del gruppo di Chieti (http://vizioludika.forumfree.net/)
che si è aggiudicato in titolo di miglior giocatore assoluto, venendo
premiato con una riproduzione dell’Unico Anello. La squadra che invece
si è dimostrata la migliore, vincendo il torneo, è stata quella composta
da Marc aka Mumak e Fabio aka Napo dalla Marsica e Samuele aka
Ashtarazor da Milano. La decisione di premiarli è stata assai sofferta,
vista la bravura di tutte le squadre, tutte meritevoli. La differenza
che ha fatto pendere la bilancia in loro favore è stata la loro capacità
di adattarsi alle situazioni e di riuscire a risolverle anche senza
l’aiuto ed i suggerimenti del PNG Mithrandir, che aveva originariamente
il compito di indirizzarli nella giusta direzione e dar loro una mano
nel momento del bisogno. Bravissimi ai tre campioni! Bravissimi a tutti
i partecipanti. Bravissimi ai master ed al supervisore Geko.
Spero che l’avventura sia
piaciuta a tutti e che possa essere giocata anche da altri nostri amici
“girsiani”.
Vi aspetto tutti l’anno
prossimo al Kings of Crew 2008!
Monfa
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Le foto dell'evento
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Download
Il sangue di Ulmo. Un'avventura ambientata nei mari del sud, fra pirati e vascelli
fantasma.
I background dei personaggi. I sei personaggi che affronteranno una misteriosa maledizione.
Le schede di gioco dei
personaggi.
Le mappe della Baia di Linhir,
il dominio marittimo dei signori di Gondor.
La scheda di valutazione,
completa di commenti, usata dai master per decretare la squadra
campione.
La manifestazione viene organizzata senza
scopo di lucro, ma solo per puro spirito
ludico.