|
Roma,
sabato 20 marzo 2004.
Sveglia prima dell’alba … molto prima dell’alba.
In piedi alle 4: doccia, preparo lo zaino, prendo la macchina, arrivo
alla metro, viaggio fino alla stazione Termini, partenza in Eurostar
alle 6.20.
Milano, sabato 20 marzo 2004 (ore 10.50)
Intercity in direzione Brescia: ho fatto più della metà viaggio in
piedi.
Brescia, sabato 20 marzo 2004 (ore 11.50)
Subito in albergo per darmi una rinfrescata. Mezz’ora di riposo (si fa
per dire) e dritto al convegno.
Primo incontro: Lorenzo; mi trova appoggiato ad un muretto con un panino
nella sinistra ed una Ceres nella destra … avevo una fame storica.
Dialogo di presentazione (versione abbreviata):
Lorenzo: “Ciao Alessio, ben trovato; sappi che generalmente a me i
romani stanno sulle palle!”
Alessio: “Ciao Lorenzo, ben incontrato; a dire il vero io, in quanto
romano, sto sulle palle a molte persone … e di questo ne vado fiero ed
orgoglioso.”
Caffè.
Da quel momento in poi è stato un continuo ridere e divertirci … fino
all’inaspettato (in senso positivo, ovvero: è stata una bellissima e
improvvisa sorpresa) arrivo di Tiziano.
Saluti, baci e presentazioni … tutti felici e contenti.
Arriva il momento di incontrare gli altri relatori della tavola rotonda:
Robert di Caltanet (dovreste conoscerlo dal momento che è venuto a farci
visita più volte, qui nel forum, per discutere dei film di P.J.),
Filippo di “Yavin 4” (simpaticissimo “moderatore” della discussone),
Beppe (Tolkieniano fino al midollo: si è presentato con “La realtà in
trasparenza” sotto braccio … grandioso!) e Marco (un imparziale
giornalista di Ciack).
Brescia, sabato 20 marzo 2004 (ore 15.00)
Inizia la tavola rotonda (che terminerà intorno alle 18).
Alla fine ero esausto.
Avrò bevuto un litro d’acqua.
Gli argomenti toccati sono stati molti (la maggior parte dei quali li
conosciamo a memoria). I miei interventi sono stati improntati su una
base totalmente diversa da quella dello scorso anno: ho evitato inutili,
inadeguati ed irrispettosi paragoni (irrispettosi nei confronti del
Prof., ovviamente … battuta che ho fatto anche al convegno) tra le due
opere. Più che altro ho cercato di portare alla luce l’enorme disparità
tra la (superlativa) realizzazione tecnica del film e la scarsa qualità
della trama (spesso e volentieri incomprensibile) e dei personaggi
(anche quelli protagonisti apparivano “sottili”, quasi privi di
spessore).
Ed inoltre: risposte ad argomentazioni altrui, battute “sdrammatizzati”
(“Meglio nano che Elfo”), varie ed eventuali e … conclusioni.
Applausi.
Niente “scontri violenti” (verbali, of course), niente litigi, niente
sangue, niente sguardi storti … alla faccia di “Grima Vermilinguo” (chi
ha orecchie per intendere “in-tenda” … gli altri tutti in camper).
Anzi, al contrario, ho avuto modo di parlare molto con Robert
(soprattutto al di fuori delle quasi tre ore della tavola rotonda) e con
tre simpatiche ragazze del forum di Caltanet: Simona, Viola e … Evelin(e?).
Quest’ultima, in particolare, mi ha sempre guardato (leggermente) “di
traverso” per tutto il pomeriggio/sera fino al momento in cui, dentro ad
un pub, ad un orario improbabile (non meglio definito) abbiamo
suggellato definitivamente la “pace” (al dire il vero non ce n’era
bisogno) con una stretta di mano (anche se poi ha iniziato ad odiarmi
per un altro motivo: ha scoperto che sono un “tecnico informatico” …).
Spero caldamente che passi da queste parti (non appena gli avranno
sistemato il PC).
Ma andiamo con ordine.
Brescia, sabato 20 marzo 2004 (ore 18.00 circa)
Fine della tavola rotonda.
Io Lorenzo e Tiziano ci siamo incontrati col Monfa (che era presente
nella sala del convegno già da diverso tempo) e con alcuni suoi amici …
due su tutti: Angelo (giusto?) e Maso.
Quest’ultimo individuo, in realtà, non esiste! Ovvero mi auguro
caldamente che sia stata solo una mia allucinazione dovuta alla mancanza
di sonno, alla stanchezza per le tre ore di “relazione”, all’abuso di
alcool e a quant’altro. Non può esistere realmente un personaggio come
Maso: a causa sua abbiamo tutti una paresi facciale: un ghigno come
“Jocker” di Batman … un sorriso stampato che non andrà via prima di un
paio di giorni.
Se Maso esiste davvero (e non me lo sono sognato) invito il Monfa a
clonarlo in una decina d’esemplari e liberarli per tutta la penisola.
Mitico, grandioso, inimitabile!
Brescia, sabato 20 marzo 2004 (ore 19.00 circa)
Il “dopo convegno” è proseguito in un aperitivo in ricca compagnia: è li
che ho conosciuta la biondina che citava il Monfa; a dire il vero è
stata lei che ha “riconosciuto” me (il “fascino del relatore”… pare vero
…) io sono solo riuscito a farfugliare un paio di scuse per la gaffe e a
darle un appuntamento per la sera, al convegno.
Brescia, sabato 20 marzo 2004 (ore 20.30 circa)
Storica mangiata in un locale stile tirolese: “standing ovation per
Lorenzo” che ha letteralmente disintegrato una pizza enorme, una di
quelle che di solito si consuma in tre: un vero eroe.
Tralascio sulla forma e sull’aspetto di quello che ha mangiato il Monfa
… no comment!
Birra e grappa a profusione.
Brescia, sabato 20 marzo 2004 (ore 22.00 circa)
Scappatina nel mio albergo (indovinate il nome? “Hotel Master” … e come
poteva essere altro) per un doveroso quanto inevitabile cambio
d’abbigliamento.
Brescia, sabato 20 marzo 2004 (ore 22.30 circa)
Secondo ingresso al convegno per la “festa Hobbit in maschera”: Il Monfa
era vestito da “servitore dell’Oscuro Nemico”, Angelo (giusto?) aveva le
sembianze di uno dei ranger dell’Ithilien (davvero bello) e … e … e …
Maso (sempre che esista realmente) era una sorta di … di … di ... “Troll
di Provincia” come l’ho ribattezzato a causa del suo improbabile aspetto
alla “Fred dei Filnstone” (con tanto di clava di … plastica).
Ha tentato più volte di abbattere i suoi compagni con dei tremendi
“colpi critici da panza” (o da rimbalzo).
Dopo aver salutato i vari partecipanti/organizzatori del convegno, dopo
essermi accertato (mio malgrado) dell’assenza della signorina a cui
avevo dato un (improbabile) appuntamento e, soprattutto, dopo che ci
hanno cacciato via (era ora di chiudere) siamo usciti di nuovo
all’aperto.
Brescia, sabato 20 marzo 2004 (ore 23.30 circa)
Lorenzo ci saluta e se ne torna a Bergamo con la sua moto … non ha
neanche salutato (si scherza, ovviamente).
Grazie al mio fascino (ma quale?) di Relatore (ma soprattutto alla
“faccia come il culo” di un paio dei “compari” bresciani) attiriamo
l’attenzione di quattro fanciulle (e qualcuno, Tiziano escluso, dovrebbe
aiutarmi a ricordarne i nomi … ‘zzo, che memoria “farlocca” che mi
ritrovo) con cui passeremo il resto della sera/notte andando a zonzo per
Brescia.
Brescia, domenica 21 marzo 2004 (ore 24.00 circa)
Ci rifugiamo in un pub (dove incontriamo, tra l’altro, Robert e le altre
ragazze di Caltanet) dove comincia il vero show dell’uomo chiamato Maso.
Abbiamo smesso di ridere intorno alle 4 di mattina!
Abbiamo chiacchierato, riso e bevuto a dismisura; dopo un doveroso
saluto ai “dirimpettai” caltanettiani ci siamo diretti al Castello di
Brescia.
(però, prima di uscire, io e Tiziano abbiamo dovuto raccogliere i nostri
occhi … precipitati al suolo dopo il breve, ma intenso, incontro con la
sexy-girl di cui parlava il Monfa).
Brescia, domenica 21 marzo 2004 (ore 2.30 circa)
Castello.
Lo show dell’uomo chiamato Maso continua: come prima, meglio di prima.
Comincio ad accusare pesantemente la stanchezza e il freddo (ho voluto
fare lo “splendido”).
La compagnia delle quattro fanciulle è divertente e molto piacevole …
anche se saranno sicuramente rimaste sconvolte, deviate, e
“scandalizzate” (si fa per dire) dal “Troll di Provincia”.
Peccato che non riesca a ricordare i loro nomi … soprattutto della
ragazza di Rieti e dell’altra “oriunda” (Lucia), quella che mi ha detto
(cito testualmente):
- te l’ho già detto, io non sono “di su”, sono “di
giù” -
(Ciccia ... mi hai massacrato una scarpa con la spada del ranger dell’Ithilien).
Brescia, domenica 21 marzo 2004 (ore 4.30 circa)
Hotel Master.
Senza forze e senza voce.
Erano più di 24 ore che stavo “in piedi”.
Saluto tutti: baci e abbracci; in particolare un caloroso abbraccio col
Monfa (grazie di tutto) e con Tiziano (mi hai fatto una bellissima
sorpresa … sei grande!ì). Un bacio (anzi tre … strana usanza) ad ognuna
delle quattro fanciulle e, finalmente, vado a nanna.
Il resto è la cronaca di un normalissimo, quanto stancate, viaggio di
ritorno a Roma.
A casa intorno alle 21.
“Meno male” che il derby è stato sospeso: non avrei avuto la forza
neanche di esultare ad un eventuale goal della Roma.
|