SOTTOmenù --> |
AVVENTURE & CO. | INCONTRI |
HUMOR |
PG & CO. | CHI SIAMO |
info...:: EVENTI ::...
Kings of crew 2011
Torneo nazionale di GiRSA ad iscrizione gratuita sabato 7 maggio 2011 presso "La tana del drago fumante" - Soncino (CR)
|
|
INTRODUZIONE
Ci troviamo nei primissimi mesi del 1974 della Terza Era del Sole, in pieno inverno. L’Arthedain, l’ultimo dei tre Regni dei dunedain del Nord, è caduto sotto l’assalto delle armate del Re Stregone di Angmar. Il nemico imperversa indisturbato e incontrastato, distruggendo città e villaggi, bruciando e razziando. I PG appartengono ad un villaggio di medie dimensioni sito a sud di Annuminas dal nome di Minastel (probabilmente è una crasi tra le parole minas, che significa fortezza, ed estel, che significa speranza … è incoraggiante quindi pensare che il significato possa essere Torre della Speranza). Minastel, grazie alla sua posizione molto occidentale, è una delle ultime “oasi” rimaste (ma per quanto ancora?) nel deserto di desolazione, morte e miseria causato dalle armate di Angmar. I PG sono veterani dell’esercito del Re, ormai in congedo, quasi tutti di nobili natali: hanno combattuto per moltissimi anni, guadagnandosi fama e rispetto presso gli alti gradi dell’esercito e godono della stima incondizionata della loro gente. Hanno un’età rispettabile, dagli 80 ai 90 anni (che per dei dunedain di casata nobile - anche se non dello stesso lignaggio degli eredi di Elendil, come Aragorn – equivalgono a circa cinquant’anni di un “uomo comune”) e per questo non hanno partecipato attivamente alla guerra; tuttavia sono ancora in ottime condizioni fisiche, lucidi, in grado di utilizzare le armi con un’abilità invidiabile dai più giovani, nonché avvezzi all’azione e pronti a far fronte all’emergenza. Il loro forte sono l’esperienza ed il carisma dei veterani, abilità molto preziose ed utili per mantenere unite le comunità isolate di fronte al pericolo. Consci che molto presto, inevitabilmente, la distruzione calerà anche sul loro villaggio, si sono dati da fare per molti giorni consecutivi per predisporre la salvezza dei pochi abitanti rimasti, ovvero donne, vecchi e bambini: tutti gli altri, uomini e ragazzi, sono andati in guerra e probabilmente non torneranno più. Ignorando la fatica, non si sono risparmiati nell’organizzare il recupero delle provviste necessarie ai fuggiaschi, nell’approntare carri e carretti (trainati dai pochi cavalli rimasti nel villaggio), nel pianificare il percorso più sicuro per mettere in salvo la popolazione verso ovest, presso i rifugi montani degli Emyn Uial (i Colli del Tramonto – Evendim Hills), e di conseguenza spedire sentinelle e battipista per verificare la sicurezza del percorso scelto (lavoro non semplice, considerando la scarsa disponibilità di uomini adatti all’impresa). E’ loro intenzione NON lasciare Minastel fin quando l’ultimo gruppo di fuggitivi non sarà partito; solo allora si metteranno in viaggio verso i rifugi, fungendo da retroguardia, ma con la morte nel cuore ed un enorme senso di frustrazione per non aver potuto dare il loro contributo attivo alla disperata causa dei dunedain del Nord.
I PG sono otto (Atanamir, Alcarin, Aldarion, Súrion, Meneldur, Ancalimë, Valandil e Telperiën), ma sarà possibile sceglierne solo sei. Ci sono infatti due coppie di PG che sono “speculari”. In poche parole, dei PG n°5 (Meneldur e Ancalimë) e n°6 (Valandil e Telperiën) esistono due versioni, una maschile e una femminile: se si sceglie l’una non si potrà scegliere l’altro e viceversa. Alcarin e Súrion sono gli unici PG la cui scelta da parte dei giocatori è “facoltativa”. Gli altri devono necessariamente partecipare all’avventura. I PG di sesso femminile sono due: Ancalimë e Telperiën.
NOTA: considerata l’esperienza e, soprattutto, l’età dei PG ci teniamo a sottolineare che questi non saranno “stereotipati” secondo i canoni classici. Non ci sarà, quindi, il guerriero che sa solo combattere, piuttosto che la guaritrice che non sa far altro che curare ferite. Tutti i PG saranno piuttosto eclettici e completi, ma questo non significa che non avranno caratteristiche e/o abilità peculiari. Le relative schede confermeranno queste parole … non dovete far altro che accertarvene voi stessi. |
|
BACKGROUND DEI PG
|
|
PG N° 1: ATANAMIR (“Gioiello d’Uomo”) Ha dedicato l’intera vita alla carriera militare, scalando in fretta le gerarchie dell’esercito grazie alle sue spiccate ed innate doti di comando ed organizzazione. Questo aspetto non deve trarre in inganno: Atanamir infatti non è un avido arrivista ma, al contrario, ha un animo generoso e, cosa più importante, è una persona saggia oltre che, ovviamente, molto carismatica (insomma, è un leader nato). E’ sempre stato un ottimo guerriero ed un formidabile stratega. Quando è stato congedato ricopriva il grado di Capitano di una delle più importanti unità di fanteria dell’esercito Reale. E’ fedele alla corona come pochi sanno esserlo. Non ha mai voluto costruirsi una propria famiglia e, sebbene abbia amato più di una donna, non si è mai sposato e non ha quindi eredi. Conclusa la carriera militare si è dedicato allo studio della storia del suo popolo, diventando presto dotto in materia; non è raro, soprattutto nelle sere di inverno, trovarlo nella sala comune della taverna del suo villaggio intento a raccontare ai suoi rapiti ascoltatori, storie e leggende del passato. A chi gli chiede se non sia stufo di raccontare storie risponde in tono serio che: “Un popolo che non racconta più leggende è destinato a morire di freddo”. Nella vita di tutti i giorni è sempre stato riflessivo e pacato; durante l’azione, invece, si trasforma nel miglior generale che un esercito possa mai desiderare! Età: 89 anni; altezza 204 cm; capelli: corti, neri “spruzzati” di grigio; occhi: grigi. |
|
PG N° 2: ALCARIN (“Il glorioso”) Cosa si può dire di Alcarin se non che è un … soldato! L’esercito per lui ha sempre avuto la priorità assoluta su tutti gli altri aspetti della vita. Grazie alla sua formidabile abilità nell’uso delle armi ha fatto una buona carriera militare, senza tuttavia riuscire a raggiungere i gradini più alti delle gerarchie. Non ama pianificare ne comandare: è semplicemente un uomo da azione, da prima linea, e le numerosissime cicatrici che ricoprono il suo corpo ne sono la lampante testimonianza. Non conosce sconfitta e non sarebbe possibile quantificare il numero di successi che ha riportato in battaglia. Non ha ancora trovato un avversario in grado di sconfiggerlo. Darebbe senza esitazioni la vita per la casata reale, per il Regno e soprattutto per Atanamir che nel corso della sua lunga carriera è sempre stato il suo Capitano (nonché grandissimo amico). Quando è stato congedato era sottoufficiale dell’esercito Reale ed aveva il compito di addestrare le reclute. Strano a dirsi, ma nella vita di tutti i giorni, Alcarin è una persona gioviale, molto divertente, simpatica e dotata di uno spiccato senso dell’umorismo (sono famose le sue battute di spirito, pronunciate in qualsiasi momento, senza imbarazzo alcuno). Quando entra in azione, invece, la sua ironia si trasforma in cinismo, la suo giovialità in fredda determinazione e la sua simpatia in una implacabile voglia di annientare il nemico. E’ il miglior amico che si possa desiderare … così come il peggior nemico che si possa affrontare. Ha una moglie, messa in salvo con il resto della popolazione, e due figli maschi, entrambi partita in guerra e dei quali non ha avuto più notizie. Età: 87; altezza: 201 cm; capelli molto corti e quasi totalmente grigi; occhi grigi. |
|
PG N° 3: ALDARION (“Figlio degli alberi”) E’ il fratello minore di Meneldur/Ancalimë e figlio cadetto di una delle famiglie più antiche e nobili di tutti l’Arthedain. Vanta antenati illustri che furono al diretto servizio della casata di Elendil. Dopo il periodo di leva obbligatoria è rimasto nell’esercito solo perché costretto dall’insistenza di suo padre. Sa cavarsela discretamente bene con le armi, soprattutto con l’arco e la balestra, ma non ha quasi mai dato il suo apporto alla battaglia mediante il combattimento; fin quasi da subito, infatti, si è fatto assegnare ad una delle unità di esploratori (I Cacciatori) dimostrando eccezionali doti di osservazione ed interazione con l’ambiente naturale. Ben presto si è reso conto di possedere una sorta di empatia con boschi, foreste, colline, fiumi e montagne. Ama la natura sopra ogni altra cosa, ne conosce i segreti, ne comprende il linguaggio. Quando è stato congedato era a capo di una delle più importanti unità di esploratori dell’esercito Reale. Conclusa la carriera militare si è dato allo studio delle piante e all’applicazione di queste alla medicina. Ha una moglie, una figlia ed un nipote troppo giovane per andare in guerra; tutti e tre sono stati messi in salvo con il resto della popolazione. Suo genero invece si è unito all’esercito del re insieme ai figli di Alcarin. Insieme a suo fratello/sorella Meneldur/Ancalimë, è l’unico PG la cui casata possieda un proprio stemma (vedi in fondo). Esso è ben visibile sulla corazza, lo scudo ed il mantello di Aldarion. Età: 82; altezza 203 cm; capelli molto lunghi, corvini, striati da numerose e folte ciocche di grigio; occhi: grigi. |
|
PG N° 4: SÚRION (“Figlio del vento”) Un uomo tanto affascinante quanto misterioso. Si sa poco delle sue origini: i suoi genitori erano dunedain di sangue puro, ma non appartenevano ad una nobile casata e giunsero a Minastel quando erano già sposati, se pur molto giovani. Non amavano parlare del loro passato, ma erano brave persone, e furono ben accolte dagli abitanti del villaggio. Sùrion è sempre stato molto schivo e riservato, fin da bambino. Aveva pochi amici e anziché giocare con i suoi coetanei preferiva aiutare i suoi genitori nelle faccende di tutti i giorni. La sua unica vera passione erano le armi ed i cavalli. Appena raggiunta la maggiore età si arruolò nell’esercito e nonostante le sue umili origini riuscì ben presto a fare carriera. Molte sono le donne che nel corso degli anni si sono innamorate di lui, ma Sùrion concesse il suo cuore solo una volta. Sposò quella che fu il suo unico grande amore, ma purtroppo la fortuna non fu dalla sua parte. Sua moglie morì giovanissima a causa di alcune complicazioni durante il parto e così Sùrion, in un colpo solo, perse la sua sposa ed il figlio mai nato. Dopo quel triste evento divenne ancora più taciturno e, se possibile, ancor più schivo. Quando, in tarda età, fu congedato ricopriva il prestigioso ruolo di Capitano di una delle unità di Cavalleria dell’esercito reale. Probabilmente per via del ruolo che ha ricoperto nei lunghi anni nell’esercito, o magari a causa delle sue disavventure familiare, Sùrion possiede un’indole molto protettiva nei confronti di tutti gli uomini che combattono al suo fianco (e, più in generale, delle persone a cui tiene). Quando sale a cavallo diviene tutt’uno con il suo destriero e sono pochi coloro che riescono a mantenere la sua andatura, sicura e veloce, senza stancarsi. E’ il primo ad entrare in battaglia e l’ultimo a lasciarla e non esiterebbe un solo istante a dare la vita per i suoi compagni. E’ da tutti considerato un vero e proprio eroe … ma nessuno è mai riuscito a comprendere realmente il suo misterioso carattere. Età: 86 anni; altezza 206 cm; capelli: media lunghezza, ancora neri nonostante l’età; occhi: grigi. |
|
PG N° 5 M - MENELDUR (“Amante dei cieli”) - in alternativa ad Ancalimë E’ il fratello maggiore di Aldarion e primogenito di una delle famiglie più antiche e nobili di tutto l’Arthedain. Vanta antenati illustri che furono al diretto servizio della stirpe di Elendil. Come la tradizione della sua casata vuole, si è arruolato nell’esercito del Re non appena compiuta la maggiore età. Grazie ai suoi nobili natali è riuscito a fare una buona carriera militare e ben presto è stato assegnato ad un reparto specializzato in missioni molto delicate. Gli incarichi che ha dovuto svolgere nei suoi lunghi anni di attività erano spesso di natura “riservata”; richiedevano infatti abilità di segretezza e necessitavano di un grande spirito di adattamento ad ogni situazione. Diplomazia, doppio gioco, e sotterfugio erano all’ordine del giorno. Un lavoro che logora velocemente il fisico e, soprattutto, la mente se non si è dotati di prontezza e forza sufficienti. Meneldur ha sempre svolto il suo lavoro con efficienza, portando a termine tutte le missioni affidategli. Questo gli ha permesso di raggiungere i gradi più alti tra le gerarchie dell’esercito. Una volta congedato si è dedicato alla sua più grande passione: l’astronomia. Il cielo e gli astri per lui non hanno segreti e passa intere notti ad osservare il firmamento. Conosce molte lingue ed è esperto delle tradizioni di molti popoli. Nell’ampio studio della sua villa ci sono decine di libri ammucchiati ovunque, disegni e carte, molte delle quali realizzate da lui stesso. Ha una moglie, messa in salvo con il resto della popolazione ed un solo figlio maschio, partito in guerra e che, Meneldur lo sa, non rivedrà mai più. Insieme a suo fratello Aldarion, è l’unico PG la cui casata possieda un proprio stemma (vedi in fondo). Esso è ben visibile sulla corazza, lo scudo ed il mantello di Meneldur. Età: 85; altezza 204 cm; capelli lunghi, corvini, striati da alcune ciocche di grigio; occhi: grigi.
F - ANCALIMË (“La più radiosa”) - in alternativa a Meneldur E’ la sorella maggiore di Aldarion e primogenita di una delle famiglie più antiche e nobili di tutto l’Arthedain. Vanta antenati illustri che furono al diretto servizio della stirpe di Elendil. Fin da piccola il suo carattere gioviale ha sempre trasmesso serenità e buonumore a chiunque le stia vicino (caratteristica che ha conservato anche con il passare degli anni). Ha un temperamento molto forte, dovuto probabilmente al fatto che nella sua famiglia, da sempre, il ruolo di “capofamiglia” si tramanda al primogenito, maschio o femmina che sia. Ancalimë ha un animo nobile e una tempra resistente. E’ ottimista per natura e cerca sempre l’aspetto positivo in ogni situazione. Si è dedicata alla famiglia, alla cura della casa, alle tradizioni della sua casata ed ha un atteggiamento molto protettivo nei confronti di Aldarion (un sentimento che era evidentemente manifesto in età giovanile – con sommo imbarazzo del fratellino minore – ed è poi diventato latente con il passar degli anni). Ancalimë non si è mai nascosta davanti alle responsabilità ed è avvezza alle cose pratiche della vita. E’ molto colta, ma al tempo stesso ha preteso di esser addestrata all’uso delle armi (è molto abile nell’uso dell’arco), perché ritiene che una donna debba sempre tentare di cavarsela con le sue forze in ogni situazione. Suo marito è morto in guerra. Ha una sola figlia e due nipotini (un maschio ed una femmina). C’è una frase che Ancalimë ha impressa a fuoco nella memoria e fu l’ultima cosa che sua madre le disse prima di morire: “Se anche noi amiamo la nostra Terra, ebbene, godiamocela prima che loro la mandino in rovina. Anche noi siamo Figlie dei Grandi, e neppure a noi mancano Volontà e Coraggio. E dunque non piegarti, Ancalimë. Una volta che ti sia piegata anche di poco, loro ti piegheranno ancora, fino a schiacciarti del tutto. Sprofonda le tue radici nella roccia e resisti al vento … anche se fa volar via tutte le foglie” Insieme a suo fratello Aldarion, è l’unico PG la cui casata possieda un proprio stemma (vedi in fondo). Esso è ben visibile sulle vesti, lo scudo ed il mantello di Ancalimë. Età: 83; altezza 180 cm; capelli lunghi, corvini, appena striati da alcuni fili di bianco; occhi: grigi. |
|
PG N° 6 M - VALANDIL (“Devoto ai Valar”) - in alternativa a Telperiën Personaggio controverso, discutibile e … discusso. Le dicerie vogliono che sia il nipote di Malbeth il Veggente, nonché il suo unico discendente vivente. Suo padre era un alto ufficiale dell’esercito; di sua madre si sa poco o nulla se non che era bellissima e che giunse al villaggio in giovane età, profondamente “segnata” nello spirito e nella mente. In molti sostenevano fosse pazza. Si dice che prima di abbandonare prematuramente il mondo dei vivi abbia lasciato intendere al figlio di essere davvero l’unica figlia (mai riconosciuta) di Malbeth il Veggente. Se fosse il delirio di una povera donna malata o la pura e semplice verità questo Valandil non l’ha mai capito (ne è mai stato intenzionato a scoprirlo). Questo episodio lo ha profondamente turbato ed ha lasciato in lui un profondo segno. Da quel momento ha sviluppato una fortissima e inattaccabile Fede verso i Valar, le Potenze dell’Ovest, e questa è la caratteristica fondamentale che lo contraddistingue sopra ogni altra cosa. Ha parole di conforto per chiunque ne abbia bisogno e crede ciecamente nel fato o destino che dir si voglia. E’ convinto che ogni uomo ed ogni donna venga al mondo per svolgere un compito ed è certo che nella vita niente accada mai per un puro caso. Anche lui ha prestato servizio nell’esercito, ma non è mai stato interessato alla carriera militare (quando è stato congedato, era un sottoufficiale di una delle unità di fanteria). Se non è impegnato a leggere antichi tomi o a meditare nella pace del suo giardino privato, Valandil si dedica allo studio della medicina e delle erbe curative. Ha imparato i rudimenti dell’arte della guarigione e prova un’immensa gioia ogni volta che riesce a lenire le sofferenze di qualcuno (e puntualmente non manca di ringraziare i Valar). E’ convinto che, nonostante l’età non più giovanissima, non abbia ancora adempito al vero scopo per il quale è venuto al mondo. Età: 88; altezza 201 cm; capelli lunghi, completamente grigi, legati in una coda; occhi: grigi.
F - TELPERIËN (“L’argentea”) - in alternativa a Valandil. Tra tutti, Telperiën è il personaggio più misterioso ed affascinante. Nacque in una notte particolarmente significativa: la luna era in perigeo, vicina, enorme, piena, bellissima e la sua luce argentata colorava le foglie degli alberi rendendole simili a quelle dell’omonimo Albero Sacro (Telperion). Forse sarà un caso, ma fin dall’infanzia Telperiën ha avuto una folta e lunga ciocca di capelli color dell’argento che contrastando con la capigliatura corvina conferisce al suo aspetto un enigmatico fascino. Le dicerie vogliono che sia la nipote di Malbeth il Veggente, nonché la sua unica discendente vivente. Suo padre era un alto ufficiale dell’esercito; di sua madre si sa poco o nulla se non che era bellissima e che giunse al villaggio in giovane età, profondamente “segnata” nello spirito e nella mente. In molti sostenevano fosse pazza. Si dice che prima di abbandonare prematuramente il mondo dei vivi abbia lasciato intendere a Telperiën di essere davvero l’unica figlia (mai riconosciuta) di Malbeth il Veggente. Se fosse il delirio di una povera donna malata o la pura e semplice verità questo Telperiën non l’ha mai capito (ne è mai stata intenzionata a scoprirlo). E’ dotata di un’oscura bellezza e di un fascino imperscrutabile. Moltissimi uomini ne sono rimasti ammaliati, ma nessuno di essi l’ha mai scelta come sposa, ne lei avrebbe accettato una simile proposta. Ha donato da tempo il suo cuore a Sùrion, nonostante non abbia mai confessato al taciturno cavaliere il suo amore: dapprima per timidezza, in seguito perché l’uomo si sposò con un’altra donna ed infine, quando Sùrion rimase vedovo, perché temeva di esser respinta (cosa che non avrebbe MAI accettato). Telperiën ha speso quasi tutta la sua vita a studiare: la storia, soprattutto quella del suo popolo, ma anche ciò che riguarda le antiche leggende degli Elfi, l’astronomia, la medicina, ecc… E’ una guaritrice esperta; non ama le armi ad esclusione dell’arco, nell’uso del quale è davvero molto abile. Età: 82; altezza 182 cm; capelli lunghi, corvini, con un’unica ciocca “argentea”; occhi: grigi. |
|
STEMMA DELLA CASATA DI MENELDUR/ANCALIMË E ALDARION
|
"Girsa crew" non è stato creato per fini di lucro.
Non è nostra intenzione infrangere alcuna legge sul "copyright" e per tanto è vietato riprodurre
il materiale e/o il contenuto presente su queste pagine per scopi commerciali
Tutti i nomi, i marchi e i logo appartengono ai legittimi proprietari.