info
...:: EVENTI
::...
5° TORNEO NAZIONALE DI GIRSA:
"KINGS OF CREW 2010"
SONCINO (CR) - 8 MAGGIO 2010
COMMENTO AL TORNEO
(by Geko)
SUCCEDE CHE
Succede che insieme al Socio Monfa organizzi il “Kings of crew”, ovvero
il torneo nazionale di GiRSA. Nazionale, si, perché alle chiamate
all’Adunata, annunciate dagli Araldi della Capitale e del Bresciano,
giungono prontamente risposte da Milano e dall’Abruzzo, dalla provincia
di Cremona e da quella di Bergamo, da Mantova e da Torino, dal Veronese
e dal Fiorentino, da La Spezia e da Trieste, dalla provincia di
Piacenza, da quella di Ancona, ed ovviamente da Roma e Brescia.
Succede che insieme al Socio Monfa organizzi il “KOC 2010”, ma non è
facile perché bisogna occuparsi della stesura dell’avventura, dei
background dei personaggi, della campagna promozionale, delle
iscrizioni, del coordinamento, della conta per il pranzo di sabato, del
reclutamento dei master, delle conferme, delle defezioni, ecc…
Succede che a causa di imprevisti lavorativi parti da Roma più tardi di
quello che avevi previsto ed hai la testa piena zeppa di pensieri,
preoccupazioni, timori, ansie. Sei nervoso per le (troppe) defezioni
dell’ultimo minuto, dove “ultimo minuto” non è semplicemente un modo di
dire, per la mancanza di master, per la composizione delle squadre da
rifare, per il numero di iscritti che diminuisce ed aumenta in
continuazione, oscillando paurosamente con il passare delle ore.
Succede che mancano meno di 24 ore al torneo e ci sono ancora tante cose
da sistemare, ma per fortuna guidare la macchina per tutte quelle
centinaia di kilometri che separano la Capitale da Soncino, in compagnia
dei tuoi cari amici di sempre (Valandur, Tyrande ed Elyanna), ti aiuta
finalmente a rilassarti e a farti immergere nel clima pre-Torneo.
Succede che mentre guidi Napo (Taurnil) ti fa dieci telefonate nell’arco
di quattro ore imitato da Lorenzo (Martino), Monfa, Alex (Olaf) e il
Maso. Il Maso … ringrazio i Valar perché qualcuno, un giorno, ha deciso
di inventarlo! Proprio lui, il Geometra Masini, sarà il nono Master,
quello mancante!
Succede che arrivi ad Orzivecchi dovendo attraversare una strada molto
stretta, che ai due lati è affiancata da altrettanti canali larghi due
metri, pieni di acqua, a doppio senso di circolazione, senza guardrail,
il tutto sotto un acquazzone incredibile! Ma cos’era? Il Ponte di Khazad
Dum … se non fosse che sotto di esso c’era l’acqua e non il vuoto (ne
tantomeno le fiamme)!
Succede che arrivi in Hotel e dopo esserti dato una rinfrescata ti
incontri finalmente con Monfa, Napo, Lorenzo e con qualcun altro. Poi
tutti insieme si va a mangiare in un posto terrificante (per fargli un
complimento) dove ci aspettano Olaf e Maso, che in corpo hanno già una
discreta quantità di alcol ingurgitato per ingannare il tempo
dell’attesa (erano li dalle 17 del pomeriggio!).
Ti prepari così, tra calorosi abbracci (quelli miei con Maso e Alex, per
esempio) ed i rituali saluti, a gustare la tanto attesa cinghialata!
LA CINGHIALATA!
Ma … mmm … ehm … scusate, ma … dov’è la cinghialata?
Ripeto: dov’è la cinghialata?
No, dico: era stato tutto organizzato fin da dicembre (!), FIN DA
DICEMBRE … ed ora? Ora dov’è questa famigerata cinghialata?
Succede che Maso è un cazzaro, anzi un Grosso Cazzaro, e la cinghialata
non esiste perché è stata sostituita da un’improbabilissima portata di
“porchetta alla bresciana” (no comment) che per noi abitanti dell’Urbe,
abituati agli ottimi “suini arrosto” di Ariccia e dei Castelli Romani,
costituisce un vero e proprio affronto!
Succede che la serata procede meravigliosamente (nonostante i “Kiss
Bresciani”), tra chiacchiere ed ottima compagnia. Alla fine perdo il
conto delle birre bevute, una delle quali “pagata” (o scroccata?) con la
fiche (nel senso monetario del termine, che avete capito?) del Socio
Olaf che si è prontamente rifatto rubandone a sua volta un’altra a
non-so-chi.
Succede che poi si va a “La Tana del Drago Fumante” (dove l’indomani si
svolgerà l’evento) a salutare Rita & Co. e li si beve ancora e si scopre
che non si può mai sapere cosa (o chi) si nasconde dietro la Colonna
della Tana a certe ore della notte (questa la capiranno in pochi).
Succede che si va a nanna (tardi) dandosi appuntamento all’indomani
mattina per la riunione dei Nove Master. E alla riunione Maso stupisce
tutti (in senso positivo) con la sua preparazione e la sua prontezza:
una vera rivelazione! Si è preparato in pochissime ore, essendo stato
investito del suo ruolo solo il giorno prima, ma dimostra di avere le
idee molto chiare, nonché di avere ottime soluzioni ad alcuni piccoli
punti che erano rimasti “oscuri” addirittura all’autore dell’avventura
(il sottoscritto). Grande, grandissimo Maso!
Succede che è mezzogiorno passato e bisogna andare alla Tana, ‘che io e
Monfa abbiamo sessanta ospiti che ci attendono! E sappiamo che ora viene
il difficile! Infatti quello che per tutti i partecipanti è il momento
più bello, più adrenalinico, ovvero quello dell’attesa che precede
l’inizio del Torneo vero e proprio, quando ci si siede a pranzare in
compagnia di tutti gli altri partecipanti, facendo conoscenza,
scambiandosi informazioni, leggendo i background dei personaggi, tra un
piatto di pasta ed uno di carne, tra un boccale di birra e un bicchiere
di vino, ascoltando decine e decine di voci differenti, dialetti
diversi, con il patos che aumenta esponenzialmente con l’avvicinarsi del
“via ufficiale”, insomma quello che può essere considerato a tutti gli
effetti uno dei momenti più belli dell’intero KOC per me e per il Monfa
è stato il momento più difficile!
Perché?
Perché succede che all’ultimo minuto (e, lo ripeto, non è semplicemente
un modo di dire) scopri che un gruppo che avrebbe dovuto esser composto
da tre persone è invece composto da quattro e quindi devi “smontare” una
squadra e, di conseguenza, devi rifare da capo la composizione di altri
due gruppi.
Succede che qualcuno che sarebbe dovuto arrivare per il pranzo arriverà
invece dopo, mentre qualcun altro che non doveva esser presente al lauto
pasto si presenterà pronto ad accomodarsi al tavolo. Ed io e il Monfa
non mangiamo, perché non abbiamo fame e perché nei nostri stomaci,
contratti a causa della crescente ansia e dalla tensione, non c’è spazio
per niente. E rimaniamo lì a dare il benvenuto a quelle che sono facce
note e, soprattutto, ai moltissimi volti mai visti prima. Oppure ci
sediamo intorno ad un tavolo (fuori), con la lista dei partecipanti in
mano, modificando, ricomponendo, riscrivendo e correggendo le liste in
base alle ultimissime novità (defezioni/aggiunte). Alex (Olaf) è sempre
al nostro fianco, seduto al sole, apparentemente tranquillo, indossando
le cuffie dell’iPod, con i fogli dell’avventura in mano, che cerca
continuamente di rassicurarci, ripetendoci “Andrà tutto bene,
verranno tutti, è ancora presto, non vi preoccupate …”. E’ un’ottima
persona il Buon Olaf, davvero una grande persona e la sua presenza per
noi è confortante, soprattutto nei momenti in cui credi che le viscere
ti si siano liquefatte, perché ti rendi conto che inizia ad esser tardi
e non tutti sono arrivati, perché pensi che qualcuno alla fine possa non
venire (senza avvertirti), perché ti rendi conto che il pranzo che è
appena iniziato sarebbe in realtà dovuto essere quasi finito. “Andrà
tutto bene, verranno tutti, è ancora presto, non vi preoccupate …”
ci ripete Alex e noi cerchiamo di convincerci che abbia ragione. Una
sigaretta dopo l’altra, il tempo passa con incredibile ed indescrivibile
lentezza, il pranzo si prolunga molto più del dovuto perché i
“banchettanti” sono tantissimi. Per fortuna, infine, giungono tutti i
partecipanti (61!) e a noi non rimane altro che sederci fuori, in
silenzio, ad aspettare, godendoci un po’ di sole, con in sottofondo i
rumori ovattati che provengono dall’interno de La Tana. Il tempo scorre
ancora troppo lentamente, il pranzo prosegue e noi non siamo ancora
tranquilli … e le espressioni del nostro volto ne sono una chiara
testimonianza.
“Non vedo l’ora che il pranzo finisca e che il Torneo abbia inizio …
l’attesa mi sta logorando!” è il nostro pensiero, che ormai ha
contagiato anche Alex, che sarà uno dei Nove Master.
Succede che finalmente il caffè viene servito e noi invitiamo tutti i
giocatori ad uscir fuori, per dar modo ai ragazzi de La Tana di
sparecchiare, di pulire e di sistemare i tavoli per la giocata ed al
tempo stesso per dar modo a noi di dare le preliminari e brevi
istruzioni ai partecipanti circa lo svolgimento del Torneo.
I Master al mio fianco, decine e decine di giocatori di fronte. Attendo
che venga fatto silenzio, poi do il benvenuto ufficiale a nome mio e del
Monfa. C’è spazio anche per i classici ringraziamenti di rito, per
descrivere come si svolgerà la giornata, per illustrare i criteri di
valutazione, ecc… Si procede quindi a fare entrare le squadre, in
ordine, una alla volta, accompagnate dai rispettivi master in modo che
prendano possesso dei tavoli di gioco. Alla fine rimango solo,
all’esterno della Tana. Raccolgo le mie cose e mi appresto a raggiungere
i miei giocatori, che sono già dentro insieme a tutti gli altri. Le
ultime brevissime spiegazioni del caso, poi nella sala si fa silenzio ed
inizia la riproduzione audio del preludio: la voce di “Tiziano The
Voice”, con un sottofondo musicale perfetto, introduce giocatori e
master all’avventura.
E poi si comincia!
Lo stress, le preoccupazioni, la stanchezza, l’ansia lasciano
velocemente il posto all’irresistibile voglia di giocare, di immergersi
nella storia che io stesso ho scritto, di raccontare ai miei giocatori
qualcosa di affascinante e coinvolgente. E, come sempre accade in questi
momenti, lascio cadere i panni di organizzatore e vesto quelli del
Master.
Il tempo, inevitabilmente, inizia a correre via, come sempre accade
quando si sta bene e ci si diverte. Davanti a me ho cinque giocatori
abilissimi, che interpretano alla perfezione i ruoli dei rispettivi
personaggi. Giocano, recitano, ascoltano, si divertono … o almeno spero
che si divertano almeno la metà di quanto mi stia divertendo io. Sono
talmente bravi da divenire un tutt’uno con la storia, sembra quasi che
la conoscono, che l’abbiano letta prima ancora di giocarla, sono in
perfetta sintonia tra di loro e con me e mi pare quasi di conoscerli da
una vita. Senza rendercene conto arriviamo all’ora in cui dovremmo
concludere, ma quasi nessun gruppo è ancora arrivato alla fine e, dal
momento che abbiamo iniziato tardi e che alla Tana non è ancora giunto
nessun cliente “estraneo” al Torneo, chiedo ed ottengo il permesso di
continuare ancora per un po’ … “un po’” che alla fine risulta esser
quasi un’ora. A differenza dello scorso anno, riusciamo tutti (il mio
gruppo per ultimo) a concludere l’avventura, con enorme soddisfazione di
giocatori, master ed organizzatori. Tutti si riversano all’esterno,
tranne i Nove Master che si riuniscono per le valutazioni dei gruppi di
gioco. Ognuno di noi esprime sinteticamente le proprie impressioni,
assegnando i vari punteggi ai giocatori e alla squadra. Arrivati ad una
decisione, finalmente, anche noi usciamo fuori dalla Tana a … “riveder
le stelle”.
I giocatori sono quasi tutti li, qualcuno (non molti) è dovuto andar via
a causa del tardo orario e di impegni precedentemente presi, ma il 90%
dei partecipanti è li fuori che attende i verdetti dei “giudici”. Io e
il Monfa “rubiamo” giusto il tempo per ringraziare sinceramente tutti,
giocatori, master e locandieri e poi diamo i due annunci: il premio come
miglior giocatore va all’incredulo Valentino, da Milano (ma credo
originario di Roma, se non ho capito male) mentre il titolo di Campioni
del Kings of Crew 2010 va ai Chaos Bearers, davvero bravissimi!
Qualche ulteriore minuto per le foto e poi … l’adrenalina mi abbandona
(bastarda!), la concentrazione scema improvvisamente, i nervi si
rilassano, il cervello stacca la spina e mi augura la buona notte, i
muscoli finalmente liberi di decidere autonomamente mi mandano al
diavolo ed io cedo di schianto alla stanchezza più totale. Poca voce,
pochissime forze, tantissima fame. Il Monfa è più o meno nelle mie
stesse condizioni.
Salutiamo tutti, augurandoci di poterci rivedere alla prossima edizione.
Poi con i fedelissimi di sempre si va finalmente in pizzeria, a cena, e
li si continua a ridere, scherzare e raccontare aneddoti. Ma il momento
del commiato sta per giungere ed un velo di malinconia inizia ad
impadronirsi dei cuori di alcuni di noi.
Abbracci e baci con Napo, Alex, Giulio e Carlo.
“Rientrerai a Fiorenzuola stasera o ti fermi a dormire qui e
ripartirai domattina?” chiedo ad Alex
“No, parto stasera … dopo due giorni ho voglia di tornare a casa, di
stare con mia moglie e mio figlio” e me lo dice mentre guarda da
un’altra parte, lontano, senza in realtà vedere quello che lo circonda
ma, suppongo, con l’immagine della sua famiglia negli occhi. Gli faccio
un gran sorriso e lo abbraccio, a lungo, e lui ricambia con affetto ed
amicizia, entrambi visibilmente commossi ed emozionati.
Un abbraccio anche a Napo, conosciuto quasi nove anni or sono, con cui
ho condiviso tantissime Jam in terra Marsicana, pranzi, cene, raduni e
tutte e cinque le edizioni del KOC! Non servono molte parole tra noi
due, basta uno sguardo o poco più.
Chiudiamo la serata tornando alla Tana, per bere un'altra birra prima di
andare a nanna: io, Valandur, Elyanna, Maso, Tyrande e Monfa.
Trascorriamo un’altra piacevole oretta insieme dopodiché noi romani non
possiamo ulteriormente rimandare il momento dei saluti con il Monfa e
Maso e così gli ultimi partecipanti al KOC 2010 si dividono … almeno per
un po’.
Nei giorni che seguiranno mi renderò conto che questa edizione del
Torneo ha lasciato su di me un segno profondo, nell’animo. Una
sensazione che non saprei riportare ne a voce ne a parole scritte. Ho
provato anche un paio di “timori” (passatemi il termine) dei quali non
parlerò e che ho confidato ad una sola persona, ma che ho prontamente
allontanato dalla mente perché la prospettiva che possano realizzarsi mi
riempie di profonda delusione. Ad ogni modo, per me, il KOC 2010 è stato
ricchissimo di emozioni e sentimenti positivi, come mai mi era accaduto
in precedenza. E non è (ne è stato) semplice esternare in modo chiaro
tutto ciò che provo (e che ho provato). Forse questa volta ho davvero
toccato con mano, in maniera "fisica", quella misteriosa e potente
"alchimia" di cui abbiamo spesso parlato in tutti questi lunghi anni,
quell'"alchimia" che ci ha fatto incontrare e che ci tiene uniti
nonostante le distanze e gli impedimenti. Si è rafforzata in me la
convinzione che non può essere un semplice caso se nel corso di questi
dieci anni (e si, cari miei, sono passato quasi dieci anni da quando il
GiRSA crew ha visto la luce) noi tutti, in un modo o nell’altro, alla
fine ci siamo conosciuti, siamo entrati in sintonia, in modo quasi
empatico, scoprendoci molto vicini e simili, anche (e soprattutto) in
quegli aspetti che vanno oltre la passione per i giochi di ruolo e/o per
le opere del Prof.
Forse sarò un visionario, magari lavorerò troppo di fantasia (ed essendo
un Master questi aspetti sono assai probabili), ma mi piace pensare che
siamo Spiriti Affini … e ci credo davvero!
P.S.
Per la cronaca: noi romani, il giorno dopo, sulla via del ritorno verso
la Capitale, ci siamo fermati per pranzo al mitico “Paiolo”, a Barberino
del Mugello, e li ci siamo concessi la nostra personalissima e tanto
agognata … CINGHIALATA! Alla faccia del Maso!
P.P.S.
E’ stato bello, per me, rivedere:
- Mirko … spero che alla prossima edizione tu possa ritrovare quel
sorriso che quest’anno, tuo malgrado, non ti ha accompagnato.
- i Chaos Bearers … siete forti ragazzi, davvero forti! E’ stato un vero
piacere giocare con voi ed invidio il master che il prossimo anno avrà
la fortuna di sedere al vostro tavolo!
- i Lupi Bianchi … sempre presenti e partecipi, abbigliati in tema,
disponibili e cordiali, ma ce l’avete qualche difetto?
- Lorenzo (Martino) … grazie per aver partecipato, Vecchio Socio, è
stato bello rincontrarti dopo tanti anni!
- il Maso … che te lo dico a fare? Sei un Grande, anzi un Grosso! Sempre
presente, due volte campione (2006 e 2009), Master disponibile e
preparatissimo. Non so che dire, se non che ti voglio bene!
- il Monfa … Socio, non ho parole; abbiamo creato qualcosa di cui andar
fieri e orgogliosi. Lo sappiamo solo io e te cosa comporta realmente
organizzare il KOC, ed è meglio così dal momento che vogliamo che gli
altri pensino solo a giocare e divertirsi, perché è così che a noi
piace!
- Napo … sei la persona con la quale ho condiviso più Jam (tutte),
pranzi, cene, incontri, raduni e tornei (tutti) in assoluto. Devo
aggiungere altro?
- Alex … beh, il KOC 2010 è stata l’occasione che mi ha permesso di
conoscerti meglio (sicuramente di più rispetto alle due precedenti). Sei
entusiasta e partecipe. Ti considero, sinceramente, una bellissima
persona ed ho notato che c’è stato un briciolo di commozione (da parte
di entrambi) al momento dei saluti. Non saprei cosa aggiungere se non
che sono felice di averti conosciuto.
E’ stato bello, per me, conoscere di persona:
- Elio (Grimbeorn) … sei in gamba! Nonostante la giovanissima età tu e
il tuo gruppo avete trovato un modo per raggiungere Soncino e
partecipare, puntuali e fedeli all’impegno preso. Vi siete comportati in
modo corretto e l’ho apprezzato. Prometti bene … sempre che tu non
decida di prendere come esempio l’Admin.
- Giacomo (Erendur) e tutta “La Compagnia dell’Agnello” …
simpaticissimi, entusiasti e partecipi! Avrei voluto avere modo di
passare più tempo con voi. Spero sinceramente di ritrovarvi anche alla
prossima occasione!
Ai ragazzi di Mantova (“Quelli del martedì sera”) dico: dateci (a me e
al Monfa) una seconda possibilità e vi faremo ricredere.
Un ringraziamento particolare a Francesco (Stark), simpatico e
disponibile come sempre, e ad Angio dei Lupi Bianchi.
Un saluto a Sganghy (“Usa l’artigliooo …”) e al mitico Danno!
Un grazie a tutti gli altri per aver partecipato.
P.P.P.S.
Mi sembrava di aver dimenticato qualcuno: un grande e sincero
ringraziamento va ai ragazzi della Tana, in particolar modo a Rita, che
ha seguito fin dall'inizio tutta questa vicenda, collaborando e
mettendosi a disposizione. E' a lei che si deve, tra le altre cose, la
meravigliosa Locandina. Siete stati molto disponibili e mi auguro che la
nostra collaborazione si rinnovi anche in futuro.
P.P.P.P.S.
Dimenticavo: alla fine di tutto un pensiero va alla mia "Ispirazione",
che mi ha accompagnato prima, durante e forse anche dopo il Torneo ...
grazie.
|